Qual è la lunghezza ideale di un post?


lunghezza ideale di un post

Oggi cercando un prodotto che mi serviva ho trovato un articolo in un blog che stando al titolo sembrava scritto apposta per soddisfare la mia esigenza. Comincio a leggere. Prime frasi per introdurre l’argomento ai lettori (le conosco bene!), poi alcune considerazioni personali, poi ancora un discorso introduttivo… decido di saltare qualche paragrafo, ma ancora non sono arrivato a quello che mi serve… leggo qualche frase pescata nel mucchio, ma non capisco se l’autore ne ha già parlato o no… comincio a far scorrere forsennatamente la rotellina del mouse, ma l’articolo non si avvia a una conclusione… basta! Ritorno su Google e cerco altrove. Vi è mai capitata una cosa del genere?

Aldilà della capacità di sintesi che l’autore possiede o della possibilità di trattare velocemente l’argomento, sarebbe lecito cercare di imporsi un limite alla lunghezza di quello che si scrive, perchè non sempre si ha il tempo di leggere tanto, non sempre se ne ha voglia, non sempre si è interessati all’opinione dell’autore (per questo in genere le mie considerazioni stanno alla fine del post). E non sempre l’argomento è così intrigante.

Ma è possibile riuscire a farsi un’idea di quanto dovrebbe essere lungo un articolo pubblicato su un blog?

Alla ricerca della lunghezza ideale…

In rete esistono diverse ricerche, fatte in maniera più o meno scientifica, per analizzare la lunghezza media dei post dei blog di maggiore successo. Ne mostro uno pubblicato qualche anno fa su Modern Life, che mostra perfettamente il risultato a cui tutti sono più o meno sempre arrivati:

lunghezza ideale di un post

Da questo grafico viene messo in evidenza come i post dei primi 100 blog su Technorati abbiano una lunghezza media compresa tra 100 e 250 parole (Io sono già arrivati a 280!). Alla stessa conclusione hanno portato esperimenti più recenti, come quello fatto da Bash Bosh. Sono dati statistici che vanno interpretati, ma è significativo che social network come Twitter spopolino tanto: messaggi brevi, veloci da leggere, che impongono sintesi.

Analisi personale

Sintesi e comunicazione efficace sono due obiettivi che mi sono sempre imposto. Anche per un vantaggio personale: più si scrive, più tempo si impiega a preparare un articolo. Sono sicuramente migliorato col tempo, ma so di avere ancora molta strada da fare. Ho capito, col tempo, che anche la lunghezza di un articolo ha la sua ripercussione sulla reazione dei lettori. Tempo fa ho fatto un’analisi e ho visto che la maggior parte dei commenti del blog sono concentrati soprattutto negli articoli con un numero di parole compreso tra 500 e 1000. Gli articoli intorno alle 1500-2000 parole, pur essendo validissimi, hanno in media un quarto dei commenti (a tema) dei post più brevi. Fondamentalmente, non c’è una differenza di visite tra una tipologia di articolo o l’altro (mediamente un articolo su Creare blog viene visitato 3000 volte).

Volendo prendere la presenza di commenti come metro di misura della reazione dei lettori, sembrerebbe che nel caso degli articoli più lunghi non si arrivi alla fine o, peggio, si sia perso tanto il filo da non avere niente da dire. Forse è l’ipotesi più catastrofista, ma possibile.

Come regolarsi?

Non è facile, né corretto, stabilire un limite di parole quando si pianifica un articolo, perchè ognuno è una storia a sè e non tutti gli argomenti possono essere esposti sinteticamente. Ci sono tanti fattori da prendere in considerazione: il numero di articoli pubblicati, l’obiettivo che si vuole raggiungere, il topic del blog. Tuttavia le cifre raccolte da altri, e l’analisi fatta sul mio stesso blog, sembrano indicare che chi legge preferisce sintesi.

Un esercizio che faccio io stesso, e che invito anche voi a provare, è quello di rileggere alla fine quelle che si è scritto, cercando di eliminare le frasi ridondanti, superflue, e rendere più veloci quelle macchinose, magari copiandole in un documento a parte per concentrarsi meglio. Col tempo certi meccanismi diventeranno automatici, ma bisogna sempre tenere in mente che sintesi non significa semplicemente scrivere meno.

Io ho due regole che mi sforzo sempre di seguire:

  1. Coprire in maniera esaustiva l’argomento
  2. Cercare di farlo nel più breve tempo possibile

A questo punto la domanda sorge spontanea: avete qualche suggerimento da darmi riguardo alla lunghezza dei miei articoli?

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30 commenti:

Dolci Fusa ha detto...

Ah! Io invece sono troppo sintetica, e riservata, due cose che pensavo mi avrebbero sempre tenuta lontana da blog personali.
Trovo grande piacere a fotografare per il mio blog ma poi son sempre in ritardo nel postare perché ne raggruppo sempre un po' a tema per poter riuscire a spendere due parole di più sul mio blog. Così mi son inventata il "trucchetto" di metterci la traduzione inglese, cosa che però oltre a notevoli vantaggi me ne porta due negativi in particolare:
1. mi concentro di più sulla correttezza linguistica dell'inglese che sull'aprirmi un po' di più nella parte in italiano;
2. l'inglese è così scarno e diretto nei contenuti che mi giustifica ancora di più l'essere sintetica. Ahahah!
Detto ciò, ho già scritto più del solito e non ti sono stata di alcuna utilità, essendo un po' l'altra faccia della medaglia,
però magari constribuisco nel totale dei commenti per il post più lunghi ;) Scherzo.
Un saluto,
Veronica
P.S. Dimenticavo una cosa importante: il mio essere stringata si riflette anche sugli altri, non sopporto di ascoltare persone prolisse o leggere articoli che, per spiegare una cosa, partono dalla storia di Adamo ed Eva. Son così cattiva che al mio fratellone logorroico concedevo appena due minuti e mezzo della mia attenzione per dirmi tutto quello che doveva comunicarmi, dopodiché non lo ascoltavo più. Letteralmente.
Ma i tuoi articoli sono sempre interessanti e non mi viene mai la tentazione di saltare i paragrafi, qualcosa vorrà dire, no?

Emanuele Secco ha detto...

Io non potrei esserti certo d'aiuto, perché quando comincio a scrivere non bado alla lunghezza del post. Certo, solo quando pubblico qualche racconto (in più parti) supero le 1000 parole.
Comunque non preoccuparti... continuerò a leggerti anche se i tuoi post a volte sembrano infiniti, ma non più come un tempo :-)

E.

marcorobutti ha detto...

Giusto poco tempo fa ho dedicato un post al tema "Come diffondere e far crescere un blog" ed avevo il timore , essendo troppo lungo , non suscitasse attrazione verso il pubblico ... Invece no , dalle statistiche di Blogger vedo che è ancora letto ed il tempo medio sul sito , da quanto dice Analytics di Google è aumentato.

A questo punto credo dipenda molto dal tema che si tratta ... nel caso del mio post se fossi stato troppo sintetico avrei sicuramente suscitato meno interesse e desiderio di fermarsi sul blog da parte del lettore ...

Paprika&Paprika ha detto...

Beh si mi capita spesso di saltare una parte del testo ed andare direttamente alla descrizione della ricetta...:-)
Io scrivo poco : 1) sono straniera quindi per me scrivere in italiano non è cosi scontato. 2) Una volta ho scritto un post abbastanza lungo inserendo come ultima frase la notizia del mio compleanno : beh nessuno mi ha fatto gli auguri.. :-( Quindi ho capito che è inutile scrivere post tanto lunghi...
Comunque i tuoi li leggo, fino in fondo e più volte...

Shoras ha detto...

Questo è il mio incubo...
Vuoi gli argomenti che tratto nel mio blog, vuoi che sono fin troppo prolisso ho sempre il timore di scrivere eccessivamente.

Per fortuna ho finalmente preso la buona abitudine di correggere e sintetizzare una volta che ho steso l'intero post. Inoltre tengo conto delle parole e cerco sempre di non superare le 1000 parole (ho provato più volte ma non riesco proprio a fermarmi a 500 -__-)

Io penso che dipenda da tantissimi fattori comunque, se si scrive tanto perché si danno tante informazioni utili probabilmente il post verrà letto fino in fondo se magari si divaga toccando cose che il post si prefiggeva di parlare allora diventerà noioso e i più lo schiveranno.

Se faccio un post che deve guidare passo passo verso un obiettivo (ad esempio una ricetta, o una guida per configurare qualcosa sul computer, o un programma, o tecniche di studio) ovvio che mi dilungo eccessivamente perché non ho ancora esaurito la guida la gente la leggerà lo stesso. Inoltre il trucco delle immagini che spezzano il testo rendono più appetibile la lettura.

Dal grafico ho visto che i più comuni sono quelli che vanno tra le 100 e le 250 parole... beh io sinceramente se dovessi scrivere un post così corto non mi ci metterei proprio e i blog che lo fanno mi stufano subito. Mi danno l'impressione che scrivono solo perchè "devono" scrivere qualcosa e non perché "vogliono" scriverla.

In definitiva io penso che alla fine se il post lo richiede, se si è bravi a scriverli in modo interessante, se si usano alcuni trucchetti come le immagini nel testo (senza esagerare) i post migliori si aggirano tra le 500 e le 1000 parole.

Ovviamente secondo la mia opinione e secondo le mie esperienze (sui blog che leggo però e non sul mio, visto che nel mio si aggirano volente o nolente su quelel cifre ^_^)

Shoras ha detto...

.... mi sono reso conto di aver scritto un post sul blog e non un commento....scusatemi non avendo riletto ho un po' esagerato :(

Mario Circello ha detto...

Ciao a tutti, comincio col rispondere al padrone di casa: i tuoi post, vanno bene così come sono, a volte un po' lunghetti, altre volte più brevi a dipendenza dall'argomento trattato; del resto, cosa dovresti fare, interrompere una spiegazione perché se no il post viene troppo lungo?

Francamente, questo doversi uniformare per forza, non mi piace per niente: vestiti uguali, guardare gli stessi programmi, in vacanza negli stessi posti... Che palle!

Queste teorie, hanno un senso, se si tratta di un sito commerciale, professionale, ma nel caso di blog privati, credo che ognuno debba essere essenzialmente se stesso, ed esprimere come meglio crede il suo pensiero. Questo lo renderà unico e coloro che lo seguiranno, lo faranno proprio per la sua unicità.

Non ho mai contato le parole di un mio post (voi come fate, avete uno schiavetto - magari elettronico - che ve le conta?) e non mi pongo il problema. Non scrivo per competere, ma per comunicare.

Scrivo perché "voglio", non perché "devo", come ha ben spiegato Shoras nel suo commento (che non ho trovato lungo - anche perché è diviso correttamente in paragrafi - ma bensì sensato).

Se un argomento mi interessa, ne leggo anche 10'000 di parole!

Avrei talmente tante altre cose da dire in merito, che mi fermo e le dirò in un post, che farò prossimamente.

Un bloggoso abbraccio a tutti...

Lia ha detto...

Devo esser sincera, mi stanno antipatici i blog asettici, chi tratta di un qualsiasi argomento senza mettere un po' del suo mi da noia, se avessi voluto leggere di un argomento senza sapere cosa ne pensa l'autore leggevo un'encliclopedia, è ovvio però che l'egocentrismo di chi scrive non deve essere il tema dell'articolo, per cui la giusta misura ci salva ed è qui il punto, secondo me,non è quanto scrivi, in termini di parole, ma come lo fai, se un argomento necessita di 3000 parole per essere eviscerato, usale, ma se 1500 sono per i tuoi commenti...ecco l'articolo lo puoi benissimo ridurre a 2000 parole.
Nei tuoi post spesso tu spieghi per filo e per segno (io te ne sono grata) e le tue considerazioni sono coerenti e ben calibrate. Io ho letto gran parte dei tuoi post e non mi sono mai stancata di leggere o rileggerli, li trovo interessanti e riesco sempre ad imparare qualcosa.
Un bacio, grazie per scrivere, tanto o poco che sia!!!

eli ha detto...

Sinceramente non ho mai contato le parole dei miei post, comunque a colpo d'occhio non mi sembrano troppo lunghi.
Però posso dirti cosa mi fa scappare dalla lettura dei post:
chi abborda troppi argomenti contemporaneamente.
chi è troppo polemico.
chi parla di malattie (a meno che non sia un blog medico)
chi svia dall'argomento centrale e comincia a raccontarti tutta la sua vita (un aneddoto può essere interessante, ma non di più!)

Nessuno di questi è il tuo caso ;)

marcorobutti ha detto...

Errata corrige :

Come al solito , preso dalla fretta , nel precedente commento ho parlato soltanto di tema del post ... beh non è chiaramente l'unico fattore che determina se un post debba essere lungo o meno ne tanto meno è determinante per la qualità di ciò che si scrive.

Non aggiungo altro in quanto credo gli altri abbiano espresso a pieno ciò che penso , per cui mi trovo in totale sintonia !

Per quanto riguarda i tuoi post , non ho molto da dire , se non farti i complimenti per come li presenti e li stendi inserendo spesso tue opinioni personali che reputo preziose e qualitative ! :)

Tenebrae ha detto...

Condivido le vostre considerazioni. Bloggare deve essere innanzitutto un piacere personale e ognuno deve farlo nel modo più adatto a quello che si aspetta dalla propria esperienza online.

Siamo perfettamente sulla stessa lunghezza d'onda: scrivere in un blog significa comunicare agli altri. Ma proprio per questo, non diventa importante riuscire a farlo in maniera efficace? E' un problema sentito da molti autori di blog: in tanti segnalano il disagio di ricevere pochi o zero commenti. Poi magari visito il loro blog e... SBAM... monoblocco di diecimila parole, magari scritte in piccolo, senza divisione in paragrafi. Magari pure testo verde pisello su sfondo verde pistacchio.

Chiaro, se all'autore il blog piace così, contento lui contenti tutti, ma direi che bloggare perde molto fascino se non si riesce a stabilire un canale di comunicazione con chi gli altri. E se c'è chi riesce a farlo serenamente, moltissimi hanno invece forti difficoltà. Quello di "ridurre le parole usate" è uno dei tanti possibili esercizi di stile, ma siamo assolutamente d'accordo che sarebbe sbagliato imporsi un limite prestabilito, perchè va da sè che il limite lo stabilisce il contenuto stesso.

Ma ragioniamo in proporzione: un argomento lungo può essere trattato esaustivamente anche con 10.000 parole, purchè quelle 10.000 servano allo scopo. Se di quelle 10.000 parole metà sono tergiversazioni, ripetizioni, riflessioni fuori luogo, è meno probabile riuscire a stabilire un confronto con il lettore. Anche, e soprattutto, perchè non tutti siamo scrittori così capaci da tenere incollato un lettore per un quarto d'ora, mezz'ora, o un'ora senza fargli desiderare di scappare via.

Il tentare di rimanere sintetici si affianca ai consigli per aumentare la leggibilità dell'articolo linkati in fondo al post: divisioni in paragrafi, evidenziazione del testo, carattere leggibile, testo scuro su sfondo chiaro. Ci sono regole equivalenti nel mondo della pittura, della fotografia, dell'editoria, ma seguirle non significa necessariamente uniformarsi, io la vedo piuttosto come la possibilità di esprimere me stesso con maggiore efficacia.

Tenebrae ha detto...

@dolci fusa: a me interessa invece anche la tua opinione e non la trovo fuori luogo. è vero, la lingua inglese si presta moltissimo alla sintesi, è una cosa che a volte invidio. ma solo quello.

@emanuele: i tuoi post sono fluidi e piacevoli da leggere, quello su leopardi è bellissimo

@Paprika: ecco, il tuo potrebbe essere un esempio perfetto dell'idea espressa sia nel post che nei commenti. immagino la delusione. non so di quanto sono in ritardo, ma comunque gli auguri te li faccio io adesso :)

@shoras: io più che altro non riuscirei a scrivere proprio se dovessi pormi un determinato limite di parole all'inizio. figurarsi poi 100-250 parole! comunque molti blog presi in esame sono sulla fotografia o sulla moda (ce ne sono alcuni che dettano davvero tendenza) e quindi magari troppe parole sono superflue.

ben vengano i commenti lunghi, anche perchè nel tuo caso scrivi benissimo e strutturi bene le frasi. e poi vuol dire che si ha qualcosa da dire, e direi che qui siamo tutti interessati ad ascoltarlo.

@mario: no, non fraintendermi, non era mia intenzione proporre uno standard da seguire e mi sono guardato bene dall'indicare qualsiasi cifra. tutto è relativo, come dico anche nel post. ma permettimi di dire che è molto riduttivo dire che se una cosa mi interessa la leggo lo stesso, perchè se è scritta male, o l'autore è troppo prolisso, o la lettura si inceppa, o ci sono tempi sbagliati o magari errori grammaticali, per quanto l'argomento possa interessarmi io me ne scappo. tu forse non hai difficoltà nell'esprimerti con disinvoltura, ma purtroppo non per tutti è così. è facile dire ognuno si esprima come vuole, ma credi che davvero artisti come modigliani (per dirne uno fuori dagli schemi) ci avrebbe lasciato così grandi opere se non avesse studiato accademicamente anche lui la pittura, come tutti? e lui si che dipingeva perchè voleva e non perchè doveva, visto che comunque facevano la fame.

questo per dire che la tecnica, l'accademismo, o qualche malizia in più se vogliamo, diventano molto utili proprio nell'esprimere il nostro pensiero nel modo che riteniamo poi individualmente più opportuno. spero di essermi riuscito a spiegare bene.

ricambio l'abbraccio bloggoso.

@lia: grazie, sei gentilissima. quello che dici tu per me è il fondamento di qualsiasi blog: è importante porsi al centro del proprio blog e non renderlo troppo asettico. ho anche dedicato un post alla cosa.

Tenebrae ha detto...

@marco: grazie per i complimenti!

sicuramente sono migliorato nel tempo, rivedendo articoli di due o tre anni fa con gli occhi di oggi mi rendo conto di tanti difetti. ma migliorare in questo senso è un percorso senza fine.

Antonino ha detto...

Rispondo alla tua domanda con una frase di Talète:
"Molte parole non sono mai indizio di molta sapienza"

Io cerco di fare così, anche se non è semplice!
:-)
ciao

D-chan ha detto...

Che potrei mai aggiungere?
Condivido in pieno il tuo pensiero, soprattutto quello esposto nelle risposte qui sopra.

Piuttosto, io sono uno di quei lettori che raramente commenta, e il fatto che io scriva qualcosa è del tutto slegato dal gradimento del post. Scrivo se ho qualcosa da dire che credo possa interessare all'autore o ai lettori, e se un articolo è lungo è più probabile che sia già completo senza che ci metta la postilla io ;)

mamma (quasi) green ha detto...

Secondo me la lunghezza (non eccessiva) è importante. Nei post un po più lunghi è importante anche puntare sulla parte grafica e sulla struttura: tu lo fai benissimo, con i titoli paragrafo e i grassetti dove necessario. Lo hai fatto anche in questo post! Ciao!

Emanuele Secco ha detto...

@Tenebrae: ma grazie :-)

Lorenzo ha detto...

Beh sì, post più corti possono lasciare più incisività nel pensiero del lettore. Però dipende dalle esigenze... se devi spiegare delle cose magari ocorrono righe e righe...

Diamantya ha detto...

Che dire più di quello che non sia già stato detto da tutti gli altri e che condivido!!
A me non importa della lunghezza del post,certo non deve essere di tre pagine altrimenti mi perderei, ma deve avere un contenuto di qualità.

Odio dover leggere post che non hanno un filo logico, che non conoscono la grammatica e che soprattutto non trattano mai l'argomento che il titolo dello stesso post impone, quelli troppo corti non mi lasciano nulla e il più delle volte non torno a leggerli, poi ci sono quelli che hanno solo le foto e proprio non li sopporto!!!

Posso dire dalla mia ultima esperienza, ho cambiato piattaforma pochi mesi fa, da blogger sono passata a wordpress, dai 110 lettori che avevo , solo 31 mi hanno seguito ,6 dei quali sono i maggiori commentatori, ogni giorno controllo i post più letti e l'unica conclusione che ho trovato è che a molte persone interessa poco il contenuto e quante parole siano state usate, ( almeno nel mio campo), ma solo quello che hai da dare gratis così che non debbano faticare per cercarlo altrove.

Adoro leggere i tuoi post ( anche più di una volta) non li trovo lunghi, son ben impostati e soprattutto costruttivi e grazie ai tuoi consigli ( guardo molto le analisi personali), sto crescendo e sto cercando di creare un blog di nicchia!!! ^_^
Un forte abbraccio

tiziana - the t time ha detto...

anche per me i tuoi articoli sono perfetti così come sono. e difatti io ne sono attenta lettrice.
e questa volta invece di limitarmi a leggere rispondo pure, e ne approfitto per un grazie :)

silvia ha detto...

@ mario circello
Mi è piaciuto il tuo commento, quindi sono andata sul tuo blog. Ehm... ti confesso, non ho letto una riga dei tuoi post, perchè sono scritti in carattere troppo piccolo.
Dici che scrivi per comunicare, non per competere. Perfetto, ci sto.
Ma se uno mi parla sussurrando, non comunica, semplicemente mi fa sentire sorda, non credi? ;)

Yaya ha detto...

Mi capita spesso di "saltare le righe" leggendo alcuni blog che seguo costantemente.. a volte perchè non ho voglia di leggere, a volte perchè comincio e mi rendo conto che poco mi interessa.. io forse sono anche troppo sintetica, ma insomma più di tanto per l'argomento che tratto io... ^_^
I tuoi post anche se lunghi sono sempre interessanti e la curiosità che porta da te viene ampiamente soddisfatta!

MadiS ha detto...

Io mi rendo conto che spesso salto parti di post se risultano troppo lunghi...

Se posso permettermi di dare la mia opinione, a mio avviso conta anche molto l'estetica e l'impaginazione del post stesso: se mi trovo di fronte un articolo scritto in piccolissimo, senza andate a capo, senza magari spazi tra un paragrafo e l'altro, insomma senza 'respiro' certamente io vado altrove... dovere 'affaticarsi' per leggere un post è la cosa più irritante... che sia di 10 o di 1000 parole...

I tuoi ad esempio mi piacciono molto, sempre chiari, ben esposti sia nei contenuti che nella forma...

Un consiglio? Non cambiare!!! ^__^

Tenebrae ha detto...

grazie ragazzi dei feedback, comunque sembra che in generale la sintesi sia apprezzata (dove è possibile chiaramente).

@silvia: probabilmente è più utile se gli lasci questo tuo commento sul suo blog, non è detto che mario che legga anche i commenti successivi

@madis: giusto, la sintesi è importante, ma non più di una buona impaginazione (e molte altre cose). ho linkato un altro mio post in fondo all'articolo che da alcuni suggerimenti, ma sicuramente ce ne sono altri da aggiungere e di certo tornerò sull'argomento.

fiorifruttaqualita ha detto...

è spesso difficile coniugare un buon post con la sua lunghezza. Ci sono alcuni blog che al posto di scrivere fanno parlare le immagini, hanno comunque tantissime visite anche se correlati da solo due frasi!
ce ne sono laltri che insegnano qualcosa, o raccontano un'esperienza e comunque non dovrebbero essere troppo lunghi. La soglia di attenzione del lettore così come di un interlocutore verbale credo si aggiri entro i 20 secondi! Se in quel breve lasso temporale non riesci ad interessare il tuo lettore...
grazie per ituoi post sempre ricchi ed interessanti
simonetta

Zed107 ha detto...

Ciao.
Saro breve.
Ieri ho fatto il trasferimento del mio blog da Wordpress a Blogger riportando tutti i miei (sudati) articoli informatici e non. Appena che li ho messi le statistiche sono schizzate al massimo.
Vado a vedere oggi, l'entusiasmo è svanito del tutto.
Sai il xk? Punto uno il lettore come dicevi tu vuole articoli brevi e sintetici che colpiscono subito al problema (Nel mio caso mi occupo di problemi e novità informatiche, nel tuo di aiutarci nella crazione del blog).
Se si fa un post o articolo che non finisce mai, il lettore si annoierà e lascerà il sito in 5 minuti se non trova la soluzione.
Vorrei una considerazione anche da parte tua e degli altri anche perchè io sono alle prime armi.

Grazie anticipatamente

Fangyaya ha detto...


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